mercoledì, 08 luglio 2009
Importanza alcuna al del sol spegnersi,
che sia notte senz' anche luna e stelle,
del creato sia cader
del sogno come all' alba
una più non esistente rugiada sia l'evaporare.
Dei demoni il ballar sia diabolico
cui ad unirmi sul dell' umanità il relitto andrò,
sia dei mari salato
il dell' emerso impossessandosi seppelir irruento.
Cos' altro mai avrà importanza a te paragonato
al cui cospetto infinito divien ogni singolar momento?
Ho te,
ch' un mondo hai d' essere potere
per cuor ch' in te trovò l'infinito,
tra tanta finita pochezza unico importante.
lunedì, 06 luglio 2009
Non v'è pietà del sonno
in notte questa
ove fredda sol osservatrice
come pallor tuo ti proclami inerme, luna.
Rispetto alcuno
e come bandito tra dei campi l'erba fuggir è farsi
affannoso e si annebbiato
di maltrattati sogni ch' altro
oltre lunar cullante sguardo nemmen chiesero.
Questa nemmeno
e silente anch' ora è risposta,
placida e benevola non sarà notte
per voi, giusti
al lor famelico bisogno
succulente apparenti prede.
domenica, 05 luglio 2009
Arriva per poi scappare,
luce questa ch' il color suo voler non sembra
darmi lei il scintillar suo migliore.
Ed è notte in cui sol speranzoso sei barlume
per ammaliante poi divenir alba
così irraggiungibile,
così fugace,
ma d'illudermi capace ch' il dì seguente
delle tenebre la conoscenza non avrà sventurata.
mercoledì, 01 luglio 2009
Oltre l'esistenza, il nulla;
sensazione alcuna avranno i sensi
all'esser inutili ormai per l' oltre fisici confini il regno.
Più della falce
l' incappucciato portatore avrà il controllo,
più del tempo
le sabbie usurante sarà lo scorrere.
Solo spirito,
nel di forma privo perfetto
solo anima
dalla carne la prigionia avente libertà.
E noi qui, così imperfetti
così di macchie riempienti il candore
dell' oscenità condenti i giorni
da passato invidiar riuscire a farvi
quello vostro imperfetto
ch' in perfezione vostra
immaginar nemmen sapreste
se qui noi a rimembrarvelo non fossimo
mercoledì, 01 luglio 2009
E di fiamma l' onde sinuose
d' infernal mar dal lavico colore
come di vita desiderosi bimbi,
tra di vento le spire nell'attimo crebbero
terra con cielo d' ardente l'unir facendo ponte
dei sogni quello invece
come rinsecchita foglia
col soffiar lor affamato bruciarono;
e di vita fu nutrirsi per demoniache lor fanciulle
dal fuoco lor la notte umiliante spiriti liberando
di vite nel tocco vostro distruttore fine aventi trovato.
lunedì, 29 giugno 2009
Cantò l'immigrante
"di speranze n' avei tante",
al vento come farfalla voce lasciò volare
come luce oltre il buio dal speranzoso andare
fanciullesco innocente pensiero
forte del suo trapassar creder il nero.
Cantò la speranza nel real trovante boia
del cigno il cantar scoprendo gioia
sua quella come nei cieli aquila dal volar possente
or sol frantumata chimera al scoprirsi impotente.
Cantò, ed ancor il verbo suo diffonde
dei speranzosi soltanto i pensier accarezzando le fronde
fresca e salubre brezza divenendo alleviante
in uman deserto questo dal calor inaridente.
domenica, 28 giugno 2009
Solitaria bellezza
di te mai cosa è affascinarmi
tu che del vuoto il contorno fai tua forza
tu che brillante sei nel buio la stella
tu che sei rosa nel del deserto le aride sabbie?
Temerti è mio
eppur è cercarti,
rivelarmi puoi celati forse
misteri che del sguardo l'indagare temono?
Sol so che ti voglio
sol so che al vicin tuo nulla cresce,
di risposte privo è il volerti
devastanti verità
al tuo scettro innalzare è aver visione.
Non ti voglio eppur ti cerco
radice mia nel nulla avente diffusione
e nel del pien le gocce trovante nutrimento.
giovedì, 25 giugno 2009
Negli abissi
ogni notte scendo
al di morfeo il richiamo
ed è veder senza luce,
nel del sonno natural coma vivere.
Sprofondo eppur galleggio
annego eppur respiro
in senz'acqua mare di me questo pieno
ove il al giorno il di catene privo vagante sommerso
di tra oscura luce muoversi è libero.
Sprofondo, eppur riaffioro
un demone per ogni luce
un angelo per ogni tenebra.
mercoledì, 24 giugno 2009
In dei sensi il ballo
vorticar sarà tuo, piccolo cristallo
al stordente mio atteggiare
mia dolce dal pagar dea fatta del mare.
L'amor denar si fece,
dal tramontar all'albeggio nel ner come pece
il notturno col piacer plasmando
per il creduto tutto tuo andar prendendo
quel come al supermercato comprato,
quel come sorpresa senza uovo già scartato.
Coi soldi avrai tutto
ma crederai, soprattutto
che pien sia straziante quel vuoto
in cui come sasso l'animo perduto nel moto
nelle diurne luci affondar senti
del mestier mio orfana coi suoi turbamenti.
Che mai pretendi, sentimenti forse
dal un pagar che tutto ingabbia in sue morse?
che mai pretendi, femminilità decaduta
da gigolò ch' il denar in passion tramuta?
martedì, 23 giugno 2009
Arde
e del calor la stagione
è aver inizio.
Arde
e del vital è dal sopente freddo il risveglio,
e noi, mortalmente poveri
essì dell'aver fine pur ricchi
al superior cospetto cui sol inchinarci possiamo
nuova abbiamo fortificante linfa
per il futur in terra questa
nostro far come un pirata al tesoro inanzi.